BEATLES

In quel 1964 i quattro ragazzi erano stanchissimi. Guardateli in viso, si vede che sono stanchi. Possiamo dire che fu il loro primo anno di successo planetario. Erano passati appena due anni dalla prima canzone scritta insieme da John e Paul, Love me do. Praticamente due soli accordi, sol e do. E poi parole che più semplici non si può.

 

Love, love me do – Ama, amami

You know I love you – sai che ti amo

I’ll always be true – sarò sempre sincero

So please – così per favore

Love me do – Amami

 

Ma c’era l’armonica di John, quella segnava la differenza, i dirigenti della EMI se ne resero ben conto e li scritturarono. Nei due anni successivi di canzoni insieme ne scrissero una sessantina, erano veloci i due ragazzi.

In quel 1964 fecero di tutto: la prima trasferta intercontinentale negli Stati Uniti, poi a Hong Kong, in Australia, in Nuova Zelanda e, dopo una tournée in nord Europa, tornarono in America per soddisfare la moltitudine di fans che non erano riusciti a vederli nel primo giro. Per non farsi mancare niente girarono pure un film a Londra e naturalmente fu un successo. Avrebbero voluto intitolarlo Beatlemania, ma alla fine preferirono A hard day’s night, così come il titolo della canzone di punta di un nuovo album. Tra un concerto e l’altro erano perfino stati capaci di scrivere una dozzina di nuovi brani.

A hard day’s night segna la prima crescita musicale dei Beatles. L’accordo iniziale è un sol “all’undicesima”, molto strano ma decisamente affascinate, che George Harrison riesce a suonare con le 12 corde della sua nuova Rickenbacker elettrica. Anche le parole sembrano roba nuova.

 

È stata una dura nottata
e ho lavorato come un cane
È stata una dura nottata
dovrei dormire come un ghiro
ma quando torno a casa da te
trovo le cose che fai
mi farà sentire bene
sai che lavoro tutto il giorno
per fare soldi
per comprarti delle cose…

 

Sono stanchi i Beatles. Quella dura nottata si era protratta per un anno intero e di soldi ne avevano fatti eccome. Eppure i due leader sono insoddisfatti, loro sentono di poter fare di meglio. Tra un girato e l’altro del film Paul e John si ritrovano nella roulotte, naturalmente ci sono le loro chitarre.

«Senti John, ho composto una melodia che trovo speciale. Ci ho messo dentro della parole nuove. Vorrei che le ascoltassi, secondo me dobbiamo cambiare direzione.» Quella canzone partiva così: Yesterday, all my troubles seemed so far away…

 

“Ieri, tutti i miei guai sembravano lontanissimi,
Adesso sembrano quasi che stiano di casa qui,
Oh io credo in ieri.
Improvvisamente, non sono l’uomo che ero,
C’è un’ombra che sta sopra di me.
Oh ieri è venuto improvvisamente…”

 

John ascolta con grande attenzione, si vede che è emozionato da quella musica dolcissima. Ma alla fine scoppia a ridere. «Non ti piace? Ti fa ridere?» «No, no Paul, perdonami. La tua canzone è bellissima. Il fatto è che anche io ho scritto una cosa, volevo fartela ascoltare ma tu mi hai preceduto. Evidentemente siamo partiti dalla stessa considerazione: è ora di cambiare strada. Senti questa, si intitola Help.» John incomincia a cantare: Help, I need somebody…

 

Aiuto, ho bisogno di qualcuno,
Aiuto, non di uno qualsiasi,
Aiuto, sai ho bisogno di qualcuno, aiuto!
Quando ero più giovane, molto più giovane di adesso,
Non avevo mai bisogno dell’aiuto di nessuno in nessun modo,
Ma ora quei giorni sono andati e non sono così sicuro di me,
Ora scopro che le mie idee sono cambiate, ho aperto le porte…”

 

Avevano sostanzialmente scritto la stessa storia, tuttavia in modo diverso. Ciascuno con il proprio stile, con la propria sensibilità, ma uniti dalla sensazione comune che fosse giunto il tempo di raccontare cose più alte. Erano cresciuti insieme quei due fenomeni… e insieme si stavano trasformando.

Si presero il tempo necessario per affinarle insieme quella due strepitose canzoni e le pubblicarono l’anno successivo. Naturalmente le firmarono entrambe Lennon/McCartney, come sempre del resto.

 

David Hurn
The Beatles
Londra, Inghilterra, 1964

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