KENNEDY

Dopo la vittoria, per nulla schiacciante tuttavia sorprendente, contro Nixon alle presidenziali del 1960, la faccenda andava festeggiata anche a New York, mica solo a Washington.

John Fitzgerald Kennedy scelse la Broadway per sfilare, insieme a Jacqueline, sulla limousine decappottabile. I suoi della sicurezza preferivano la Quinta, più ordinaria, larga e controllabile che non la stravagante Broadway. E poi neanche per idea l’auto sarebbe stata scoperta, troppo pericoloso. Fu così che scoprirono il caratterino del nuovo presidente. Sfilarono sulla Broadway e a capotte completamente scoperta.

“Voglio che i newyorkesi vedano quant’è bella la mia Jackie” pare abbia detto il neo presidente.

“Rischia una fucilata Presidente, impossibile controllare tutte le finestre” pare abbia risposto Roy Kellerman, il capo della scorta.

Fortunatamente i timori di Roy quel giorno non si avverarono.

Ma c’era lui seduto sul sedile anteriore destro della Lincoln Continental, tre anni dopo a Dallas, quando la sua angoscia prese spaventosamente corpo.

Kennedy vinse le presidenziali essenzialmente per due ragioni. Aveva battuto Nixon nel duello in tv e fatto il pieno dei voti afroamericani per aver richiesto e ottenuto la liberazione di Martin Luther King messo ingiustamente in carcere per futili motivi.

Tre anni dopo il reverendo King era accanto alla sua bara, in lacrime.

 

 

Cornell Capa
Senator John F. Kennedy and Jackie Kennedy.
New York City, USA, 1960

 

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